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Giovanni Zibordi. Le idee e l'opera di un riformista, a cura di L. Cavazzoli, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2012, pp. 300.
II presente volume collettaneo propone la maggior parte di un'ampia biografía di Giovanni Zibordi, che sará completata in un successivo volume. Fu definito giustamente «il braccio destro» di Camillo Prampolini, giacché si trovo nella felice situazione di integrare, senza forzature di sorta, le spiccate attitudini del socialista reggiano in fatto di invenzione e costruzione di organizzazioni proletarie, con l'apporto di una coerente affermazione ideológica. Il risultato si tradusse in una proficua simbiosi, che promosse e diresse per circa un ventennio, nel Reggiano, il principale laboratorio di vita socialista e di riformismo deU'intero Paese.
I sette autori del volume hanno ripercorso la vita di Zibordi dagli anni padovani a quelli del liceo, concluso al «Virgilio» di Mantova; dall'intrigante rapporto con Carducd alTUniversitá di Bologna fino al frenético «apostolato» socialista nelle campagne mantovane a ridosso del fiume Po, da lui definito «grande agitatore d'onde e d'idee»; per proseguiré con il crescente impegno nelle neonate organizzazioni socialiste economiche, sociali e politiche, e l'awio della professione giomalistica, che lo vedrá, fra l'altro, altivamente impegnato per circa mezzo secolo, prima nella direzione del settimanale «La Nuova Terra» di Mantova, poi, per 17 anni, del quotidiano «La Giustizia» di Reggio Emilia, considerata a buon diritto tra le più prestigióse testate del socialismo italiano. Solido e coerente socialista riformista, Zibordi opero con lucida e proficua determinazione pure nell'amministrazione dell'ente locale e partedpó attivamente alia vita parlamentare. Costretto dai fascisti reggiani ad allontanarsi dalla cittá, trovo rifugio a Milano, dove trascorse il "ventennio" vivendo di lezioni private e in operoso silenzio. Impossibilitato a pubblicare articoli politici, si dedicó in modo sistemático alla letteratura, nella duplice veste di critico e di scrittore. Cinque giomi prima dell'arresto, riusci comunque a festeggiare l'arresto di Mussolini.
Di particolare interesse storiografico è la sua Critica socialista del fascismo, apparsa presso Cappelli nel 1924, che contiene spunti ampiamente ripresi da autori come Luigi Salvatorelli e Angelo Tasca, ma apprezzata anche da De Felice, Zunino, Vivarelli e Chiarini. In effetti, la sua analisi del fenómeno fascista, osserva nel suo contributo Mirco Carrattierí, si conforma assai approfondita, articolata e originale. Egli in qualche modo combina le interpretazioni classiche, prendendo in considerazione le matrici di lungo periodo nella storia del Paese, le basi sociali e materiali, l'impatto sconvolgente della guerra. Coglie poi le peculiaritá del biennio rosso, sia in termini di dissoluzione della classe dirigente liberale che di errori strategid delle opposizioni. Non sottovaluta la consistenza e la crédibilité della proposta fascista, in termini di interessi, ideali e miti politid. Analizza con dovizia le diverse componenti sodali e le diverse articolazioni geografiche del fenómeno, concentrando la sua attenzione sul ceto medio e sul contesto emiliano, ritenendoli strategid per la comprensione del fascismo. Certo, condude il Carrattierí, «visto a posteriori fatica a liberarsi di alcuni schemi rituafi, come la pregiudiziale evoluzionistica, l'ossessione per l'unité dd partito, la latente sfiducia nei popolari e nei democratid. Ma occorre rilevare la sua notevole capacité di fare autocrítica e di aprirsi a nuove prospettive, non solo tattiche» (p. 283). Interessanti anche i contributi di Luigi Cavazzoli, sulla sua formazione cultúrale e política e quello di Maurizio Punzo sulla sua collaborazione alia «Critica Sodale».
G.B. Furiozzi
Copyright Casa Editrice Leo S. Olschki 2013