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Abstract - While in recent years several alien invertebrates were recorded in the Mediterranean Sea, only few possible alien sponges were observed. Here we update, adding new records from the Ligurian and the southern Tyrrhenian Seas the distribution of Paraleucilla magna Klautau et al., 2004, the only alien calcareous sponge recorded in the basin. The presence of the species in localities characterized by very different benthic assemblages suggests a good adaptation capacity of this species. The quick expansion of P. magna along the Ligurian Riviera, actually testifies its invasive aptitude.
Key-words: Porifera, Calcarea, alien species, biological invasions, environmental parameters.
Introduzione - Il Mar Mediterraneo negli ultimi decenni ha sperimentato un continuo incremento della temperatura media delle acque, che ha determinato fenomeni di meridionalizzazione delle porzioni più settentrionali del bacino e la diffusione di specie termofile. La loro penetrazione può essere naturale oppure determinata da cause antropiche, come larve o propaguli presenti nelle acque di zavorra o organismi associati a partite di bivalvi destinate alla maricoltura. Per quanto riguarda gli invertebrati bentonici, è presente nel Mar Mediterraneo un elevato numero di specie esotiche, soprattutto crostacei e molluschi (Por, 1978; Galil et al., 2002; Zenetos et al., 2003). Al contrario i poriferi hanno mostrato scarse capacità di penetrazione. L'unica spugna alloctona del Mediterraneo è Paraleucilla magna (Klautau et al., 2004) descritta per Rio de Janeiro. In Mediterraneo è stata inizialmente segnalata nel 2001 nel Mar Ionio (Mar Piccolo e Mar Grande di Taranto) (Longo et al., 2004) e successivamente a Porto Cesareo, Brindisi, Golfo di Napoli (Longo et al., 2007), Malta (Baia di Marsaxlokk) (Zammit et al., 2009), lungo la costa nord occidentale del bacino del Mediterraneo occidentale, a Blanes (nord-est della penisola iberica) (Guardiola et al., 2012) e a Ploce (Croazia) (Cvitkovic' et al., 2013). Al di fuori del bacino del Mediterraneo è distribuita lungo le coste del Brasile, Azzorre e coste portoghesi (dati non pubblicati). P. magna vive in ambienti superficiali sia su substrati artificiali (corde, boe, ecc.) che naturali (conchiglie di bivalvi e alghe). La specie è presente tutto l'anno, ma raggiunge la sua massima espansione nei mesi estivi. L'introduzione di questa specie, che per la sua velocità di propagazione viene considerata invasiva (Occhipinti Ambrogi e Galil, 2004), si ritiene sia dovuta principalmente agli allevamenti di bivalvi. Scopo del lavoro è un aggiornamento della distribuzione in Mediterraneo di questa specie tramite l'analisi dei nuovi ritrovamenti.
Materiali e metodi - Nell'estate del 2012, sono state effettuate serie di immersioni in Mar Ligure e nel Lago di Faro (Messina) che hanno rivelato la presenza della specie, documentandola con immagini e campioni raccolti da tutti i siti.
Risultati - Dall'inizio del 2012 ad oggi P. magna è stata osservata nella Riviera Ligure di Levante (Promontorio di Portofino, Paraggi e Pontetto) e nella Riviera Ligure di Ponente (Arenzano e Varazze) in una fascia batimetrica compresa tra 0,5 e 4 m di profondità, attaccata ai frangiflutti e alle alghe calcaree, principalmente del genere Peyssonnelia. In tutte queste zone la spugna vive in ambienti ad elevato idrodinamismo. Altre osservazioni sono state compiute nel Lago di Faro (Sicilia orientale) in due stazioni a basso idrodinamismo nelle quali vive insediata sui mitili. In tutte le località P. magna è più abbondante durante l'estate mentre tende a ridursi e praticamente a scomparire in inverno.
Conclusioni - L'ampliamento dell'areale di P. magna, in un'area che sta subendo un incremento della temperatura media, è significativo per una specie di origine tropicale. Inoltre le nuove segnalazioni testimoniano che si tratta di una specie estremamente adattabile, in grado di colonizzare ambienti con condizioni molto variabili sia rispetto al movimento dell'acqua sia rispetto alla salinità che, nel lago di Faro, presenta un'escursione annuale molto ampia. Particolarmente interessante è la notevole espansione in Mar Ligure, che rappresenta la zona meno invasa da specie aliene. È ipotizzabile che l'immissione di P. magna in Mar Ligure sia stata inizialmente legata all'importazione di giovani mitili da Taranto, da parte dei mitilicoltori di La Spezia, e che la specie, trovando condizioni ottimali, sia riuscita a diffondersi rapidamente lungo entrambe le riviere, confermando così la sua attitudine invasiva.
Bibliografia
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M. BERTOLINO, C. LONGO1, M.V. MARRA2, G. CORRIERO1, M. PANSI NI
Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita (DISTAV), Università di Genova,
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1Dipartimento di Zoologia, Università di Bari, Via Orabona, 4 - 70125 Bari, Italia.
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