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L’articolo esplora il concetto di deserto in Nietzsche come metafora ambivalente, associata non solo alla desolazione nichilistica, ma anche a una condizione necessaria per la trasformazione e la creazione di nuovi valori. Accogliendo in particolare la suggestione della terza dissertazione della Genealogia della morale, si ipotizza che Nietzsche, illustrando la solitudine e l’ascesi rappresentate dal deserto, faccia riferimento a sé stesso e alla propria biografia, considerando tale esperienza un banco di prova per trascendere il ressentiment e realizzare la propria autenticità, sia filosofica, sia esistenziale.
