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This paper presents the development of the US political realism from the period between the two World Wars to the Cold War era included. It underlines how the US realist international theory developed, in opposition to the liberal thought, from the pessimistic anthropological premises rooted in the European classical political thought. Then the paper analyzes the theoretical impact of the nuclear threat on the US realist reflection about human nature in order to inquire tentative developments of this tradition of thought.
Keywords: political realism, Cold War, nuclear threat
1. Introduzione
Il realismo politico rappresenta, sin da Tucidide, il più antico e importante approccio allo studio delle relazioni internazionali. Gli esponenti di questa tradizione permeano secoli di storia: da Tucidide a Machiavelli a Hobbes fino alla tradizione diplomatica bismarckiana per poi giungere ai più contestati Weber e Schmitt. Poche volte, tuttavia, il realismo politico è riuscito a conseguire una compattezza teorica, simile quasi a una 'scuola', quale quella che caratterizzò il mondo anglosassone, in particolare americano, nel secondo dopoguerra.
Lo scopo dell'articolo sarà, in primo luogo, quello di fornire una mappatura delle condizioni geografiche, storiche e culturali che consentirono lo sviluppo e l'affermazione del realismo politico classico americano. Di tale corrente filosofica e sociologica verranno poi poste in evidenza le connotazioni concettuali che permisero di individuare, all'interno del realismo politico americano, una certa omogeneità teorica attraverso l'analisi di due dei suoi principali esponenti: Morgenthau e Niebuhr. L'indagine verterà dunque sia sulle analogie biografiche e teoriche tra i due studiosi che sui differenti assunti che caratterizzarono le rispettive posizioni, rilevabili soprattutto in merito alle premesse antropologiche. In questo paragrafo si tenterà inoltre di sottolineare come il realismo politico classico statunitense avesse ben presenti, ereditati dalla tradizione realista europea, il concetto schmittiano del 'politico' declinato nella nota dicotomia amico/nemico e quello di 'etica della responsabilità' mutuato, sebbene in forma meno approfondita, dall'elaborazione weberiana.
Inoltre, verrà posto in evidenza come la condizione politica e culturale affermatasi negli USA durante il periodo della Guerra fredda, caratterizzata dalla cosiddetta 'capacità di secondo colpo', abbia fatto vacillare il nitore concettuale del realismo politico fondato sulla centralità della riflessione antropologica negli autori menzionati con importanti ripercussioni relative alle premesse filosofiche del realismo europeo (il concetto del 'politico' e l'etica della responsabilità).
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