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Lanza L., Ei autem qui de politia considerat ... Aristotele nel pensiero politico medievale, Barcelona-Madrid, Fédération Internationale des Instituts d'Études Médiévales, Departamento de Filología Latina, 2013, pp. 305 («Textes et études du Moyen Âge», 71).
Prima di essere tradotta in latino nel 1438 dal cancelliere fiorentino Leonardo Bruni ed essere «riproposta successivamente in decine di edizioni, traduzioni e parafrasi in Italia, Francia e Germania», contribuendo cosi ad orientare la discussione degli umanisti europei sul tema del rapporto tra realtà politica e scienza politica (S. Mastellone, Storia ideológica d'Europa da Savonarola a Adam Smith, Firenze, Sansoni, 1979, p. 3), la Politica di Aristotele era circolata nel Medioevo nella traduzione che ne aveva fatto in due riprese Guglielmo di Moerbeke: la prima del 1260-1264, uscita anonima e relativa solo al libro I e a parte del II, la seconda completa e portata a termine negli anni successivi, e tuttavia dopo che si erano già dello Stagirita rese disponibili le traduzioni di Etica Nicomachea (ad opera di Roberto Grossatesta alla fine degli anni '40) e dei testi di fisica e di logica: il che spiega, nota l'A., il minor numero di «commenti» alla Politica dedicati, nonostante il tempo fosse «particolarmente propizio ad accoglierla, in quanto la sua apparizione avvenne al termine della lenta e graduale assimilazione del pensiero aristotelico da parte della Scolastica latina» (p. 17).
I «commenti», composti nell'ambito dell'insegnamento delle Università e degli studia degli ordini mendicanti, si presentavano come expositiones litterales...





