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1. La posizione di Croce nei confronti del nesso problematico fra "guerra" e "democrazia" nelle Pagine sulla guerra è anticipata in uno scritto del 1912, Contro l'astrattismo e il materialismo politici,1 sollecitato dai dibattiti intorno alla guerra italo-turca e poi ripubblicato su «Italia nostra» nel gennaio del '15 (e quindi riedito sia in Cultura e vita morale sia nelle Pagine sulla guerra). Croce contrapponeva l'ideale della «lotta senza giustizia», proprio dei nazionalisti, a quello della «giustizia assoluta», proprio dei democratici. Qui però egli non faceva riferimenti politici precisi e si manteneva ad un livello alto della discussione. I fautori della lotta senza giustizia dimenticavano che le singole patrie e i singoli stati sono valori empirici che non possono diventare valori morali universali. Non ha senso, cioè, un conflitto per motivi di civiltà. Tuttavia ciò non significa che la guerra non avesse senso dal punto di vista della morale. I fautori della giustizia assoluta, infatti, dimenticavano che tale universalità morale si incarna in quei singoli contenuti empirici. Si trattava, in buona sostanza, dell'interpretazione crociana del machiavellismo, letto attraverso Hegel: non c'è contrasto fra morale e politica, perché morale è appunto perseguire i propri interessi politici particolari senza mettere a rischio il quadro comune universale. Il problema rischiava, in effetti, di essere ridotto dal filosofo alla necessità di non sviluppare una psicologia cinica di odio verso il nemico e di sadica «gioia del male». Gennaro Sasso2 ha da tempo mostrato le aporie a cui la distinzione delle forme dello spirito ha dato luogo, e come la tela crociana si lacerasse tragicamente con la seconda guerra mondiale, quando in nessun modo ad una delle parti egli avrebbe potuto attribuire un ruolo nei disegni della moralità universale. Si trattava di una visione che presupponeva un tipo di guerra ancora «cavalleresco», non del tutto messo in crisi dalla mobilitazione totale sviluppata dalla Grande Guerra, con la nuova tecnologia bellica (si pensi al 'contributo' italiano all'affermarsi della pratica dei bombardamenti sui civili, dalla guerra italo-turca alle teorie di Giulio Duhet).
Con lo scoppio della guerra, sembra che la posizione di Croce assuma un crescente vigore polemico, certo suscitato dalle posizioni del partito socialista, diverse da quelle «nazionali» assunte dal partito socialdemocratico tedesco. La democrazia, da un lato, e l'orizzonte internazionalista dei...





