Full text

Turn on search term navigation

Copyright Firenze University Press 2009

Abstract

Molti giovani poeti e pittori (David e Nikolaj Burljuk, Aleksej Krucënych, Michail Larionov, Natal'ja Goncarova) cercavano nuove strade artistiche, organizzando mostre (al Fante di quadri [Bubnovyj valet], poi alla Coda d'asino [Oslinyj chvost] e al Bersaglio [Misen']), serate di poesia, spettacoli, tuttavia mancava quell'idea o quel termine chiave che potesse riunire tutte queste forze colme di energia e di volontà di realizzazione in un'unica direzione, in un movimento preciso in opposizione all'estetica dominante nell'arte e nelle lettere del tempo. Ad ogni modo quanto finora esposto fornisce una risposta chiara ed univoca alla questione del rapporto tra futurismo italiano e futurismo russo; tuttavia vale la pena di ricordare le parole di Iliazd su questo preciso punto che confermano quanto andiamo sostenendo: "Io non dirò che al fondo del futurismo russo c'era l'ignoranza del futurismo italiano e che quest'ultimo giocò il ruolo dell'apprendista stregone, ma è vero che il futurismo russo si preoccupò assai poco di essere conforme al futurismo italiano" (cf. Detto altrimenti, tra il futurismo italiano e il futurismo russo ci sono - come è ormai stato provato dalla critica e come testimonia anche questo recente lavoro di Cesare G. De Michelis - molte affinità, paralleli, richiami (e nello stesso tempo pure sostanziali divergenze), ma tali analogie verrebbero ad assumere un valore autoctono perché collocate all'interno di sistemi culturali propri dei due futurismi e non mutuate tra i due movimenti; ossia quando Iliazd sostiene che "Una scarpa è più bella della Venere di Milo" o Majakovskij scrive: "Un'automobile e Venere, è roba vecchia" certamente essi si rifanno all'asserzione di Marinetti sull'automobile ruggente e la Vittoria di Samotracia, però ne avvertono l'origine russa, "domestica" per così dire e forse proprio per questo la citano indirettamente. Molto agguerrito e battagliero si presentò all'appuntamento con Marinetti pure Il'ja Zdanevic, il quale, prevedendo inizialmente di non potersi recare a Mosca per seguire le conferenze di Marinetti, in data 23 gennaio 1914 gli scrisse da Tiflis una lettera piuttosto mordace, se non severa, in cui dichiarava che, dopo aver lottato contro il vecchio accademismo, era giunta l'ora di iniziare una nuova battaglia contro il marinettismo, ossia l'accademismo di quel tempo (cf.

Details

Title
L'avanguardia trasversale. Il futurismo tra Italia e Russia
Author
Magarotto, Luigi
Pages
431-435
Section
Recensioni
Publication year
2009
Publication date
2009
Publisher
Firenze University Press Università degli Studi di Firenze
ISSN
1824761X
e-ISSN
18247601
Source type
Scholarly Journal
Language of publication
Italian
ProQuest document ID
757264545
Copyright
Copyright Firenze University Press 2009