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L'organizzazione archivistica italiana prevede, accanto alla rete di istituti di conservazione - gli archivi di Stato, che si occupano prioritariamente degli archivi prodotti dagli uffici dello stato italiano e dagli stati preunitari, ma conservano anche «ogni altro archivio o documento che lo stato abbia in proprietà o deposito» - una rete di istituti di vigilanza tutela e valorizzazione degli archivi non statali: le Soprintendenze archivistiche.
Istituite inizialmente in numero di 9 con la legge 22 die. 1939 n. 2006, art. 3, avevano territori di competenza corrispondenti agli stati preunitari (ad esempio la soprintendenza archivistica con sede a Roma comprendeva oltre al Lazio anche le Marche e l'Umbria. La successiva legge archivistica del 1963 (DPR 30 settembre 1963 n. 1409) istituiva una soprintendenza archivistica in ogni capoluogo regionale. La Soprintendenza della Valle d'Aosta tuttavia non fu istituita, supplendone le funzioni quella del Piemonte, mentre quella di Pescara era competente "per gli Abruzzi e il Molise". Il numero delle Soprintendenze era dunque fissato in 18. In seguito anche il Molise ebbe una propria soprintendenza archivistica, essendo stato separato dalla regione Abruzzo. Attualmente dunque le Soprintendenze sono 19, ed hanno una giurisdizione regionale o interregionale, ad eccezione di quella con sede a Trento, che è stata aggregata al locale Archivio di Stato e che ha giurisdizione provinciale.
Un caso particolare è costituito dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio che si trova ad operare gran parte delle sue funzioni di vigilanza su archivi di enti pubblici di rilevanza nazionale: a tal fine fu proposta l'istituzione di una specifica Soprintendenza archivistica centrale con giurisdizione sugli archivi non statali a carattere nazionale e sede a Roma, separatamente dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio.1
Questa separazione tuttavia potrebbe oggi avere un'alternativa: infatti l'importanza di un ufficio dirigenziale non generale si misura anche attraverso una graduazione su due livelli (posizioni) che ha un riflesso sulla retribuzione del dirigente. Sino all'agosto del 2009 solo alcuni archivi di Stato di particolare importanza (ACS, Roma, Torino, Milano, Firenze e Napoli) avevano la prima posizione e nessuna Soprintendenza archivistica. Con l'ennesima riforma del Ministero nel 2009 fu invece per la prima volta attribuita la prima posizione alle Soprintendenze del Piemonte e della Toscana, dimenticando per il Lazio il maggior peso in assoluto, sia come quantità di lavoro...





