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Patlagean É., Un Medioevo greco. Bitra IX e XV secolo, pref. di L. Canfora, tr. di V. Carrassi, Bari, Dedalo, 2009 (Storia e civiltà, 70), pp. 474.
Con questo volume, recentemente tradotto in italiano, la compianta Evelyn Patlagean affronta uno dei problemi più appassionananti della bizantinistica, decisamente rilevante anche per la storia del pensiero politico: quello dell'eventuale esistenza, e, conseguentemente, del significato, di un feudalesimo bizantino. Lo studio dell' A. prende le mosse dal classico libro di Marc Bloch, La soaété féodale, e dal suo modello storiografico, basato da un lato sulla voluta omissione, o quanto meno marginalizzazione, dell'Europa meridionale e orientale, e dall'altro sulla esclusiva considerazione delle origini germaniche della "società feudale", con una «totale mancanza d'interesse per gli antecedenti romani, tra cui la Chiesa» (p. 33).
D'altro canto, la storiografia successiva a Bloch (Giovanni Tabacco, Pierre Toubert) ha progressivamente cercato di allargare il campo di indagine, anche al di là di quella regione della Loira che, per Bloch, era il luogo del "feudalesimo classico". Ciò induce, fra l'altro, a ripensare l'immagine tradizionale del feudalesimo come causa di dissoluzione del potere pubblico, presentando casi (ad esempio quello del Lazio) in cui esso concorre, al contrario, a ricostruirlo e a rafforzarlo. Un caso ancora più eccentrico, per molti rispetti, pare essere quello, studiato a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, dei principati longobardi dell'Italia meridionale (Salerno, Capua, Benevento), in cui al lessico e alla panoplia concettuale del diritto feudale si affiancano relazioni e meccanismi che sembrano molto lontani dal "feudalesimo classico" caro a Bloch.
Dal punto di vista bizantinistico, la storiografia è segnata dall'opera di Georg Ostrogorsky, che vede nella "feudalizzazione" dell'Impero bizantino, caratterizzata dall'istituto della pronoia e in atto a partire dal sec. XI, un fattore di irresistibile decadenza dell'Impero stesso, fino alla sua tragica fine nel 1453-1461. Più recentemente, Alexander Kazdan ha sottolineato la progressiva affermazione di un'aristocrazia bizantina, insieme a quella della «grande proprietà», e la tendenza della famiglia imperiale e del potere pubblico ad assimilarsi a tale aristocrazia. Nel complesso, la storiografia in anni prossimi a noi sembra aver abbandonato l'assunto, che a suo tempo fu di Bloch, di un modello unico di "società feudale", di tipo francese, per concentrarsi sul problema posto dai legami di fedeltà, e...





